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Avanti piano (Settembre 07) |
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Un settore che non conosce crisi. Così si definiva da qualche anno a questa parte il comparto del turismo in autocaravan. Ebbene, alla fine la crisi è arrivata. Piccola, intendiamoci, e forse anche giustificabile. Comunque le immatricolazioni italiane di motorizzati nel 2006 chiudono con un bilancio negativo: circa 3 punti percentuali in meno rispetto al 2005.
Il dato in sé e per sé non è allarmante né preoccupante. Assume, però, contorni diversi se confrontato con il resto dell’Europa che ha registrato un incremento complessivo di oltre 7 punti e mezzo. La Francia, poi, ha superato anche la Germania, con una performance di quasi 11 punti in più rispetto al 2005.
Un’Italia un po’ “scarburata”, ma già in via di ripresa a giudicare dai primi dati del 2007. Forse è davvero il risultato di un’incertezza dovuta al cambio delle meccaniche, come affermano gli operatori. O forse mancano i soldi, già investiti in altri acquisti rateizzati, oppure sta diventando sempre più difficile utilizzare i veicoli ricreazionali e la gente comincia ad accorgersene.
Pare che il noleggio come approccio discreto al turismo in autocaravan prima dell’acquisto, non sia più così efficace. Il neofita deve fare i conti con i divieti di sosta, la scarsità di strutture, la stagionalità dei campeggi e il collasso della nostra rete viaria che genera stupefacenti livelli di traffico.
Il problema dell’accoglienza dovrebbe stare in cima alle priorità di tutto il settore. Apc Anfia (Associazione Produttori Camper) propone per il sesto anno consecutivo l’iniziativa “I comuni del turismo all’aria aperta” che ha visto la partecipazione di oltre 150 municipalità italiane e ha contribuito all’attivazione di oltre 40 aree di sosta dislocate su tutto il territorio nazionale. Promocamp (Associazione Imprenditori Turismo all’Aria Aperta) si è impegnata in una campagna di sensibilizzazione per il rispetto della normativa che obbliga le stazioni di servizio con determinati requisiti sulle autostrade italiane a possedere un camper service (D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610). Assocamp, l’anno scorso, (Associazione Operatori Veicoli Ricreazionali) ha fatto allegare alle riviste di settore un opuscolo di sensibilizzazione indirizzato ai sindaci d’Italia per la creazione di aree di sosta municipali.
Tutto bene. E i campeggi? Perché nessuno parla mai dei campeggi? Pare che il dialogo con Faita, l’associazione di riferimento dei gestori di campeggio, sia difficoltoso. Ma è mai possibile che non possa nascere, allora, un’associazione parallela che abbia più a cuore gli interessi dei suoi iscritti e con la quale si possa dialogare? Noi non crediamo che migliaia di imprenditori del turismo campeggistico possano voler rinunciare a una fetta di clientela potenziale che, solo per le autocaravan, sfiora le 205.000 famiglie. Non crediamo che l’unico strumento per far concorrenza alle aree di sosta sia impedirne la realizzazione.
Perché non esiste una classificazione dei campeggi che hanno servizi adatti al turismo di movimento? Noi siamo favorevoli alla sosta in campeggio, ma questa deve avere costi accessibili, non deve offrire (e far pagare) servizi inutili e deve essere fruibile ben più di tre mesi l’anno. E tutte queste associazioni non potrebbero un giorno ambire allo sviluppo congiunto di un’immagine più forte del turismo open air?
Apc Anfia sta investendo in pubblicità su radio e giornali. Splendido, ma insufficiente. Siamo il terzo Paese in Europa per numero di immatricolazioni e dobbiamo aspirare a qualcosa di più. La televisione, per esempio. Ci vengono in mente i “velisti/camperisti per caso” , Patrizio e Syusy, oppure gli esplosivi Luca e Paolo di Camera Café o tanti altri bravi comunicatori.
Purché si migliori la conoscenza che l’italiano medio ha dello strumento veicolo ricreazionale. Oppure il cinema, come ha fatto l’associazione dei costruttori americani sponsorizzando il film “Vita da camper”, con Robin Williams. Certo, questa diventa materia di ECF (European Caravan Federation) e della nascitura Federazione dei Dealer Europei. Ma ve li immaginate Carlo Verdone, Roberto Benigni o Jean Reno, Gérard Depardieu o Hugh Grant o anche, magari, Penelope Cruz, alla guida di un camper?
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